/ciao Suza/

Scritto il 02/01/2026
da Edoardo Ballerini


Amore mio, non vorrei mai essere arrivato a questo momento, perché fa male. Fa dannatamente male. Mi bruciano gli occhi dalle lacrime mentre provo a scriverti questa lettera, perché si, per me scrivere è da sempre un modo per buttare fuori, per esternare ciò che a volte con le parole non si ha il coraggio di dire, però non comunque facile cavolo.

Ci hai salutato l’ultimo giorno di questo 2025 che di bello mi ha regalato ben poco, anzi. Sono tornato da capodanno per passare gli ultimi istanti con te, perché non avrei mai potuto abbandonarti negli ultimi respiri della tua vita. Mi sei sempre stata accanto, mi hai sempre donato conforto anche senza che tu potessi parlare, mi hai donato 16 anni della tua vita. Sei stata forza e coraggio nei momenti più tosti, anche quando forse ero io che dovevo darne a te.

Siamo cresciuti assieme, proprio come fanno un fratello ed una sorella. Abbiamo condiviso giornate di sole e di pioggia, passeggiate e corse, vacanze in montagna e vacanze al mare, giornate tristi e giornate felici, pianti e sorrisi, viaggi in macchina infiniti e molto molto altro. Probabilmente non basterebbe un libro per raccontare la nostra storia dal giorno in cui ti abbiamo visto per la prima volta.

Ricordo ancora che quando siamo venuti a vederti per la prima volta, eri l’unica cagnolina che piangeva tra i tuoi fratelli e le tue sorelle. Stavi vicina alla tua mamma, da cui avrai sicuramente imparato tanto, perché sei stata in grado di fare anche un po’ da mamma al nostro fratellino Napo. Sei stata una forza incredibile. Mi hai asciugato ogni lacrima; mi bastava sdraiarmi vicino a me, come ho fatto anche l’altro ultimo giorno, raccontarti, parlarti e tu che mi ascoltavi e semplicemente con un tuo sguardo, eri in grado di tirarmi su.

Ogni tanto penso che forse potevo vivere un po’ più di tempo assieme a te, soprattutto da quando sono andato via da casa ed anche tu ti sei ritrovata una stanza in più vuota, una presenza in meno che eri abituata a trovarti ogni giorno per casa. A salutare prima di uscire di casa ed ad accogliere appena rientravo da scuola, da lavoro, da una passeggiata. Forse potevo portati più spesso a casa mia e tenerti un po’ più con me.

La nostra mamma, soprattutto nell’ultimo periodo della tua malattia, mi continuava a dire che quando c’ero io con te, tu rinascevi. Riprendevi a camminare quando era il momento della passeggiata serale, ti “attivavi” appena varcavo la soglia di casa di mamma e papà e mi sorridevi, dalla tua cuccia su cui ultimamente passavi veramente tanto tanto tempo. E anche quando andavo via, mi guardavi, come per dirmi “io sono qua, non dimenticarti di me” ed io andavo via con la fottuta paura di non poter più perdermi in quegli occhi che tanto amavo.

Sappi amore mio, che tutte le tue cose le ho io qua a casa, e staranno per sempre con me: le tue ciotole che ti hanno accompagnato per 16 anni, perché tu volevi solo quelle, non ti sono mai piaciute altre all’infuori di quelle. Ho qua i tuoi giochi, le tue palle sonore preferite, anche la tua prima che hai letteralmente distrutto talmente tanto ci giocavi. Ho qua anche la tua pettorina ed il tuo guinzaglio, che hanno ancora il tuo profumo. Ho qui le tue calzette e le tue scarpine, che nell’ultimo anno ti sono state fondamentali per riuscire a stare in piedi su quei dannati pavimenti scivolosi, che chissà quanto odiavi.

Grazie Suza, grazie per essere stata la sorella che sei stata e che continuerai ad essere per sempre nel mio cuore, insieme anche a Napo, Minou e Joy.

Sappi che l’altro giorno, quando ti ho salutata, ti ho lasciato il pezzo più grosso del mio cuore. Tienilo con cura come hai sempre fatto.

Ti amo tanto, a presto. 🩷