/amore o dolore/

Scritto il 27/04/2026
by edo.


Questo articolo nasce anche da una canzone.
Se vuoi entrarci davvero, ascoltala mentre leggi.


Ma cos’è davvero questo sentimento chiamato amore, che a volte ci dona tutto e altre volte ci appesantisce fino a farci stare male?

Amiamo in tanti modi diversi. Amiamo i nostri affetti più cari, amiamo i nostri amici, amiamo la nostra famiglia, amiamo chi ci cresce accanto ed amiamo anche chi scegliamo di avere nella nostra vita. E sembra tutto così naturale, così giusto.

Ma l’amore ha un lato che spesso ignoriamo.
Perché quando non va come vorremmo, cambia.
E cambia tanto. Si trasforma in dolore.

Amore e dolore.
Due parole diverse, ma così simili da sembrare fatte per incontrarsi.
Un'assonanza quasi perfetta, se non fosse per il significato quasi opposto delle parole.

Quando un sentimento non è ricambiato, quando una persona che per te è tutto ti vede solo come un amico o un’amica, l’amore si trasforma. Non sparisce. Si contorce. SI INCASTRA DANNATAMENTE! Diventa qualcosa che ti porti dentro ogni giorno.

Ti ritrovi a vivere in una specie di attesa continua.
A chiederti se dirlo o non dirlo.
Se rischiare o restare fermo.

Perché dirlo è un cazzo di salto nel vuoto!

Non è solo una frase. Non è solo “ti devo dire una cosa”.
È mettere in gioco tutto quello che hai costruito con quella persona.
È rischiare di perdere la sua presenza, le sue abitudini, i momenti condivisi, le cose semplici che ormai per te non sono più semplici.

È sapere che dopo quella frase, niente sarà più esattamente come prima!

E allora ti blocchi.
Rimandi.
Ti convinci che forse è meglio così.

Ma non lo è.

Perché stare in silenzio non protegge davvero.
Ti logora.
Ti tiene incastrato in qualcosa che non può evolvere.

E quindi, prima o poi, quel salto lo devi fare.

E lì arriva la parte che nessuno ti insegna davvero:
cosa succede veramente dopo?

Se va bene, hai trovato qualcosa di raro.
Ma se va male… devi fare i conti con il rifiuto.

E il rifiuto fa male.
Fa male all’orgoglio, fa male all’idea che avevi costruito, fa male perché ti costringe a ridimensionare tutto quello che per te era enorme.

C’è frustrazione.
C’è il pensiero fisso del “perché non io?”.
C’è quella sensazione di aver perso qualcosa, anche se in teoria non era mai davvero tuo.

E la verità è che non c’è una scorciatoia per uscirne.

Non smetti di pensarci da un giorno all’altro.
Non torni subito quello di prima.
E spesso non torni proprio più quello di prima!

Ma pian piano cambia qualcosa.

Inizi a capire che dire ciò che provavi non è stato un errore.
Che esporsi non è stato sbagliato.
Che il valore di quello che senti non dipende dalla risposta che ricevi.

E soprattutto capisci una cosa:
meglio un no reale, che un sì immaginato per mesi nella testa.

Perché almeno il no ti permette di andare avanti.
Il silenzio, invece, ti tiene fermo.

Forse amore e dolore continueranno sempre a sfiorarsi.
Forse fanno parte dello stesso percorso.

Ma ci sono momenti in cui devi scegliere da che parte stare:
se restare fermo per paura di soffrire,
o rischiare tutto per essere vero.

Perché alla fine l’amore, quello che vale, non è quello che non fa male.
È quello che ti fa avere il coraggio di fare quel salto.

E allora la vera domanda è:
vuoi davvero evitare il dolore…
o stai solo evitando di vivere qualcosa che potrebbe cambiarti?